Riteniamo gravissimo che, nel pieno di una discussione politica e istituzionale su fatti rispetto ai quali la città attende ancora chiarezza e risposte, si sia scelto di ricorrere a un gesto che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e con il merito delle questioni sollevate. Coinvolgere, con modalità sconcertanti, vicende personali e familiari, peraltro già appartenenti al passato giudiziario e umano di un familiare, significa oltrepassare un limite che non dovrebbe mai essere valicato nelle istituzioni.
La politica deve confrontarsi sulle responsabilità pubbliche, sulle decisioni amministrative e sulla trasparenza dovuta ai cittadini, che erano al centro della mozione presentata, insieme alla richiesta di pubbliche scuse alla città per il cattivo esempio, in particolare verso i più giovani. Scuse mai arrivate. Al contrario, si è scelto di tentare di colpire una persona attraverso i propri affetti e le fragilità familiari, producendo un clima incompatibile con il rispetto reciproco e con la dignità delle istituzioni democratiche.
Esprimiamo inoltre vicinanza umana al figlio di Fabio Anselmo, al quale deve essere riconosciuto il diritto all’oblio, al rispetto della propria privacy e alla possibilità di costruire serenamente il proprio percorso di vita senza essere trascinato strumentalmente nello scontro politico.
Se con questo gesto intimidatorio il Sindaco ha inteso anche stabilire un paragone tra quanto accaduto e i fatti remoti riguardanti il figlio di Fabio Anselmo, allora va constatato con profondo allarme che manca completamente il senso delle istituzioni, del ruolo pubblico ricoperto e dei doveri che ne derivano. Chi riveste incarichi istituzionali ha il dovere di rispondere delle proprie responsabilità davanti alla città, non di utilizzare vicende personali e familiari altrui come strumento di delegittimazione.
Coalizione Civica per Ferrara continuerà a difendere con fermezza il diritto delle opposizioni a esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo e di critica politica, senza intimidazioni, delegittimazioni personali o tentativi di distogliere l’attenzione dalle questioni che riguardano l’interesse pubblico della città.


