Ferrara. Figure come Balbo devono essere studiate dagli storici, non celebrate dai nostalgici

Il Cancelliere nazista tedesco Adolf Hitler (L) riceve il Governatore italiano della Libia Italo Balbo (C) al Berghof vicino a Berchtesgaden il 13 agosto 1938 (AFP)

Apprendiamo con indignazione – ma non certo con sorpresa – dal comunicato ufficiale del Comune di Ferrara che il Festival delle Città Identitarie intende dedicare spazio a Italo Balbo, presentato come “uno dei più grandi aviatori della storia mondiale”, “uomo carismatico, visionario e di grande temperamento”, appena “molto discusso per la sua adesione al Fascismo”.

È una formula inaccettabile. Non siamo davanti a una semplice omissione storiografica, ma a una vera e propria operazione culturale di alterazione politica della memoria. Italo Balbo non fu un fascista per caso, né un aviatore “discusso” per una generica adesione al regime. Fu uno degli ideatori dello squadrismo, uno degli uomini che costruirono la dittatura attraverso la violenza organizzata, l’intimidazione, le spedizioni punitive, l’aggressione alle organizzazioni operaie, socialiste, democratiche e popolari. Le stesse celebrazioni all’estero di Balbo – in particolare a Chicago – sono state oggetto di contestazioni sin dalla fine dell’ultima guerra, come dimostrano gli studi storici dedicati alla questione.

Che questa rimozione avvenga proprio a Ferrara rende tutto ancora più grave. Questa città vide tra le prime e più feroci violenze delle squadracce fasciste guidate da Balbo. Qui lo squadrismo non fu un dettaglio di contesto, ma una ferita storica profonda: assalti, pestaggi, distruzione delle sedi del movimento dei lavoratori, paura usata come metodo politico. Raccontare Balbo tacendo questo significa falsificare la storia della città.

Avevamo contestato in Consiglio comunale l’impegno di 60.000 euro (di cui 30.000 dal Ministero di Giuli) per questo evento ma non immaginavamo potesse arrivare a diventare il palcoscenico di una riabilitazione culturale di Italo Balbo.

Ferrara non si deve presta alla rimozione della violenza fascista. Figure come Italo Balbo devono essere studiate dagli storici, non celebrate dai nostalgici.

Arianna Poli, consigliera comunale, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara
Tommaso Lanzoni, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara
Leonardo Fiorentini, consigliere comunale

Foto: Il Cancelliere nazista tedesco Adolf Hitler (L) riceve il Governatore italiano della Libia Italo Balbo (C) al Berghof vicino a Berchtesgaden il 13 agosto 1938 (AFP)

DDL Valditara, la scuola non può avere paura di educare

arianna poli

L’approvazione del DDL Valditara sul consenso informato per i percorsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole rappresenta una scelta che merita una riflessione profonda, perché riguarda il ruolo stesso dell’istruzione pubblica nella nostra società.

La scuola non è soltanto il luogo in cui si trasmettono nozioni. È il luogo in cui si costruisce cittadinanza, si sviluppa il pensiero critico e si offrono strumenti per comprendere il mondo e vivere relazioni sane e rispettose. Per questo motivo trovo preoccupante che temi come l’affettività, il consenso, il rispetto reciproco e la prevenzione della violenza vengano trattati come argomenti tabù, subordinati a procedure che rischiano di limitarne l’accesso.

L’educazione sessuo-affettiva non è propaganda né indottrinamento. È educazione. Significa parlare di consenso, di emozioni, di rispetto dei confini propri e altrui, di come riconoscere le relazioni tossiche e i comportamenti violenti. Significa fornire alle ragazze e ai ragazzi strumenti concreti per affrontare la complessità della vita e delle relazioni.

I dati e le esperienze internazionali mostrano come percorsi strutturati di educazione affettiva contribuiscano a prevenire la violenza di genere, a ridurre i comportamenti a rischio, a migliorare la consapevolezza sul consenso e a contrastare stereotipi che ancora oggi alimentano discriminazioni e sopraffazioni.

C’è poi un aspetto che raramente entra nel dibattito pubblico. Non tutte le giovani e i giovani crescono in contesti familiari sereni, informati o capaci di affrontare questi temi. Per alcune persone la scuola rappresenta l’unico spazio in cui poter trovare informazioni corrette, ascolto e strumenti per comprendere situazioni di disagio, controllo o abuso. Limitare questi percorsi significa rischiare di lasciare indietro proprio chi avrebbe maggiore bisogno di essere raggiunto.

In un Paese che continua a interrogarsi sulle cause profonde della violenza di genere e sulle difficoltà educative delle nuove generazioni, sarebbe necessario investire di più nella formazione, nel dialogo e nella prevenzione. Non meno.

La scuola deve certamente collaborare con le famiglie, ma non può rinunciare alla propria funzione educativa. Quando si insinua il sospetto che parlare di rispetto, consenso e affettività sia pericoloso, il rischio è quello di trasformare la conoscenza in un terreno di diffidenza e di paura.

Credo invece che la scuola debba continuare a essere uno spazio di libertà, inclusione e crescita. Un luogo in cui si impari non soltanto a studiare, ma anche a riconoscere la propria dignità e quella degli altri. Educare al rispetto non è un problema: è una responsabilità collettiva.

Arianna Poli*

*Consigliera comunale, co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara

Ferrara non è un palco elettorale. Coalizione Civica sul tema concerti e città

tommaso lanzoni

Comunicato stampa
Ferrara non è un palco elettorale. Coalizione Civica sul tema concerti e città
Lanzoni (Coalizione Civica): “Concerti e cultura? Basta false contrapposizioni, serve una politica culturale degna di questo nome”.

Ferrara, 1 luglio 2025

«Basta con la finta contrapposizione tra chi vuole una città viva e chi sogna il silenzio: il vero problema è come si costruisce una politica culturale degna di questo nome». È con queste parole che Tommaso Lanzoni, co-portavoce di Coalizione Civica per Ferrara, presenta il documento con cui la formazione civica prende posizione sul tema della cultura e dei grandi eventi musicali in città.

«Da settimane – spiega Lanzoni – l’amministrazione Fabbri e i suoi comunicatori dipingono chiunque osi criticare l’attuale gestione culturale di volere una città priva di eventi e concerti. È una narrazione tossica, che cancella decenni di storia cittadina: Ferrara ha investito in cultura e musica molto prima del “miracolo” Springsteen, con nomi e festival che hanno fatto scuola. Nessuno vuole spegnere la musica: chiediamo solo che venga accesa con testa e con cura».

Il documento di Coalizione Civica mette in luce le molte criticità emerse negli ultimi anni nella gestione degli eventi culturali, a partire dall’assenza di una visione strategica, dalla mancanza di spazi di confronto con i cittadini, fino all’improvvisazione nella scelta delle location e nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

«I concerti non sono il problema, sono una risorsa», continua Lanzoni. «Ma serve una programmazione seria e partecipata. Non si può scegliere il Parco Urbano o Piazza Ariostea per eventi da decine di migliaia di persone senza valutarne l’impatto, né lasciare che il centro venga monopolizzato per settimane senza ascoltare chi lo vive ogni giorno. Oggi non si può prescindere dall’immaginare eventi in spazi diversi da Piazza Ariostea o dal Parco Urbano. Prendere in considerazioni altri spazi è necessario, come lo è il dialogo fra le componenti culturali della città».

La critica si estende anche alla trasformazione del Ferrara Summer Festival in un contenitore generalista «più orientato al consenso che alla qualità culturale», e alla dipendenza da organizzatori privati che ricevono spazi e contributi pubblici con assoluto disinteresse per le conseguenze sulla città.

«Serve equilibrio tra le esigenze di chi organizza e quelle di chi abita e vive Ferrara», conclude Lanzoni. «Servono spazi adeguati, progetti che valorizzino l’identità culturale della città, e soprattutto spazi di confronto. Ferrara è una comunità, non un palco elettorale. E la cultura è un diritto, non un pretesto propagandistico».

Coalizione Civica lancia dunque l’appello a costruire una politica culturale fondata su ascolto dei cittadini, progettualità a lungo termine e giustizia sociale, convinta che solo così Ferrara potrà essere davvero una città viva, ricca e accogliente per tutte e tutti.

Clima: la sicurezza del territorio è una priorità

clima

Abbiamo ancora negli occhi le disastrose #alluvioni in Emilia-Romagna, quattro in poco più di un anno, che oggi ci dobbiamo unire nel cordoglio per le vittime in Spagna per quello che in modo evidente non è più definibile soltanto come maltempo, ma che va riconosciuto per quello che è: una vera e propria crisi climatica.

Questo fenomeno ed i suoi impatti si legano indissolubilmente alla fragilità strutturale e all’eccessiva #antropizzazione dei nostri territori, che amplificano questi eventi estremi portando alle catastrofi a cui purtroppo cominciamo ad abituarci.

C’è chi strumentalmente accusa l’approccio ecologista come causa delle inondazioni di questi anni, paventando il ritorno alle paludi: come ampiamente dimostrato dalla comunità scientifica internazionale queste sono dovute alle modificazioni climatiche che producono eventi mai conosciuti per entità e frequenza, e dall’impatto antropico sul territorio che ha radici lontane e trasversali.
Lo sviluppo ha ignorato le istanze ecologiste e lo stesso concetto di limite, occupando spazio e togliendo capacità ad una rete idraulica che non è più adeguata a reggere l’impatto delle precipitazioni nella nostra regione.

Le soluzioni esistono e prevedono di affrontare questa problematica con responsabilità agendo contemporaneamente su più piani d’intervento: dalla transizione energetica ed ecologica in ogni settore della società, alla rimozione del cemento, ad una più corretta gestione degli alvei fluviali e del sistema di regimentazione delle acque, ad una riduzione del consumo di suolo in generale, alla tutela della biodiversità, alla presenza e all’impatto degli allevamenti intensivi.

La legge urbanistica, che a Ferrara ha portato al mai abbastanza criticato progetto FERIS, per ora sventato, è da riformare. Dobbiamo ripensare completamente il nostro rapporto con il territorio, dobbiamo impegnarci a prenderci cura dei luoghi in cui viviamo, dagli appennini alle pianure. Per questo è importante votare, il 17 e 18 novembre, l’unica forza ecologista, progressista e libertaria: per renderla capace di portare con forza queste istanze nel governo regionale.

Elisa Bratti, candidata civica per AVS-CC-POS

Mai una via intitolata a Italo Balbo

italo balbo

Sgarbi vuole una mostra celebrativa ad uso politico: ci opporremo con forza.

Comunicato Stampa

In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad un dibattito dai tratti davvero raccapriccianti. Temevamo purtroppo che la destra cittadina avrebbe presto esibito il suo lato peggiore e così è stato. La mostra dell’ISCO, in parte riferibile al lascito documentaristico della famiglia Balbo e già prevista, è divenuta purtroppo occasione di promozione di una autentica cultura negazionista e agiografica ad opera dell’amministrazione. Pare evidente infatti che il Presidente di Ferrara Arte intenda dare corpo a ben altro allestimento dall’uso squisitamente politico, con il preciso obiettivo di rivalutare una pagina aberrante del nostro passato. Non vi è nulla di cui stupirsi. Desideriamo ribadirlo, una cosa è affrontare con rigore scientifico e senza ricadere nella dicotomia celebrazione/oblio, lo studio della figura di un gerarca fascista che malauguratamente visse e operò nella nostra città, analizzando anche il ruolo decisivo che le trasvolate ebbero nella diffusione dell’odiosa propaganda fascista. Altro è pensare di strumentalizzare una esposizione al fine di riabilitare attraverso una operazione storiografica assolutoria, una figura ignobile, trasformando il padre dello squadrismo ferrarese in un aviatore eroico che si oppose alla deriva antisemita. Anzitutto il presupposto razzista, variamente declinato, fu solo uno degli innumerevoli aspetti che resero il fascismo un abominio, in subordine, ci teniamo a precisarlo, questa distanza politica nello specifico mai si verificò e sarebbe in ogni caso tristemente insufficiente. L’offesa spudorata che le parole di Sgarbi procurano alla nostra comunità, che fu e deve rimanere un contesto resistente e profondamente antifascista, è un gesto indegno. Pensare poi di contemplare Balbo nella toponomastica cittadina, intitolandogli un riconoscimento pubblico è semplicemente inammissibile. Qualsiasi tentativo di annoverare protagonisti del regime nel pantheon condiviso della nostra storia valoriale, vedrà la nostra ferma opposizione che certamente non si arresterà alla sola denucia espressiva.

Esternalizzazioni Scuole. Quando la politica sfocia nel surreale

scuola

Abbiamo assistito ad un balletto surreale, ridicolo e degradante, relativamente ai propositi dell’amministrazione sul futuro dei servizi educativi e scolastici locali. Prima, la bomba dell’esternalizzazione di due scuole materne, caduta dal cielo senza alcun preavviso, disattendendo qualsiasi buona prassi che sempre deve contraddistinguere il rapporto tra amministrazione e cittadinanza. Non solo una decisione imposta in assenza di un percorso partecipato, o quantomeno condiviso, ma addirittura evitando di informarne preventivamente i diretti interessati, i lavoratori del servizio e le famiglie che usufruiscono dello stesso e che contano su di esso. È stato compromesso il rapporto fiduciario curato dalle precedenti amministrazioni. Il successivo passo indietro del Sindaco non tranquillizza, e anzi lascia intravedere una imperdonabile leggerezza. 

La materia è vasta. I soggetti coinvolti molteplici. E le ricadute delle scelte amministrative in ambito sociale, culturale ed economico, risultano profonde e difficilmente reversibili. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, la condivisione deve essere la più ampia possibile, oscillazioni e approssimazione non possono che convincerci della mancanza di una prospettiva a medio e lungo termine, di un’idea precisa, di un progetto per la scuola d’infanzia nel nostro territorio. La mancanza di consapevolezza di quanto cruciali siano i servizi educativi 0-6 anni per lo sviluppo e il benessere della nostra città è sempre più evidente. La valenza di altissimo profilo acquisita dal percorso formativo seguito in questi decenni nel nostro territorio andrebbe preservata. E’ possibile che i membri della giunta e lo stesso Sindaco siano troppo distratti dai festival estivi per conoscere ed avere ben presente il percorso virtuoso e di eccellenza che il Comune di Ferrara fin qui ha seguito sul tema scuola ed educazione.

E’ dimostrato che una società che agisce precocemente con programmi di intervento sulla popolazione fin dai primi anni di vita, promuovendo educazione e istruzione, ne ricava considerevoli benefici, perché questo favorisce di per sé nel corso del tempo maggiore produttività e forza lavoro per l’intero paese. Le stime dimostrano che gli interventi educativi precoci hanno un alto rapporto costi-benefici: se un minore è motivato a socializzare, ad apprendere ed essere qualitativamente impegnato fin dai primi anni di vita, è più facile che da adulto possa riuscire a integrarsi nella vita sociale ed economica con migliori risultati. I  bambini che frequentano scuole e servizi educativi fin dai primissimi anni di vita hanno minore probabilità di insuccesso scolastico. Tutto questo per dire quanto gli effetti di un serio investimento in educazione sul piano sociale siano importanti e come ciò abbia contribuito anche nel nostro paese allo sviluppo delle stesse comunità. La nostra città ha dimostrato grande lungimiranza, promuovendo importanti politiche di investimento delle risorse pubbliche nella realizzazione di servizi per l’infanzia destinati a tutta la cittadinanza già nel dopoguerra, grazie ad uno straordinario supporto di tutte le reti femminili. Questo investimento si è consolidato nel corso degli anni sino a determinare un riferimento modello di riferimento per percorsi integrativi ed educativi. 

Le esternalizzazioni, peraltro prive di ragioni di bilancio, certo non consentiranno di proseguire lungo questo tracciato. Per tali ragioni ci opporremo con tenacia ad ogni eventuale provvedimento che proponga ulteriori esternalizzazioni dell’attuale sistema educativo scolastico comunale, coinvolgendo tutte le famiglie, perché si tratta di decidere della qualità della vita della nostra città, come la storia di decenni ci ha dimostrato.

Coalizione Civica Ferrara

Prosegue il percorso di La Città Che Vogliamo e Coalizione Civica

Il comunicato stampa congiunto de la Città che Vogliamo e Coalizione Civica per Ferrara

Lo scorso 16 settembre il gruppo civico La Città Che Vogliamo e la lista civica Coalizione Civica, hanno organizzato un’assemblea pubblica per proseguire il percorso condiviso iniziato un anno e mezzo fa.
Una cinquantina di persone hanno preso parte all’incontro tenutosi al Consorzio Grisù, durante il quale è stata fatta un’analisi del post elezioni, una valutazione dei primi mesi di operato della nuova amministrazione grazie al contributo della consigliera Roberta Fusari e sono state avanzate e votate proposte per il futuro.

Dai partecipanti all’assemblea è emersa la volontà di strutturare un’opposizione propositiva e costruire un’alternativa all’attuale governo locale.
Il primo passo in questa direzione è la ripresa dei gruppi di lavoro, in continuità con quanto fatto fino alle scorse elezioni.
La novità rispetto al passato è quella che, traversale a tutti i gruppi – che si riuniranno per approfondire tematiche diverse come lavoro, sviluppo, salute, paesaggio, inclusione, studio, eccetera – ci sarà la questione ambientale, indicato come prioritaria e ritenuta fondamentale per il presente ed il futuro.
La suddivisione in gruppi dei cittadini parte del percorso partecipato, ha l’obiettivo di approfondire in modo più capillare i temi di interesse per il nostro territorio e formulare proposte, per poi passare ad azioni concrete a beneficio della comunità.

Accanto a questo, l’assemblea ha votato un esecutivo provvisorio che traghetti La Città che Vogliamo e Coalizione Civica verso un assetto più strutturato nel corso dell’anno prossimo. Questa scelta è stata maturata per ragioni organizzative, politiche e di rappresentanza. Le persone che hanno accettato di impegnarsi per il futuro della città sono Adam Atik, Federico Battistini, Irene Bregola, Leonardo Fiorentini, Nicole Gallerani, Marco Gozzelino, Arianna Poli, Ingrid Prosser e Martina Turola.
Già in questi giorni, l’esecutivo civico è impegnato per riunire i gruppi ed organizzare un’iniziativa di festa e riflessione entro la fine dell’anno. Oltre che impostare una scuola di politica e ricostruire le relazioni con gli altri soggetti che hanno una idea di città aperta, inclusiva, felice, coraggiosa e gentile.

La traversata del deserto

Assemblea

“Ciò che rende bello il deserto è che da qualche parte vi è nascosto un pozzo.”
(Antoine de Saint-Exupery)

1. Il mondo non si ferma (nemmeno su una panchina)

Abbiamo perso le elezioni. Non è certo stata una sorpresa. Il mondo va avanti, a volte tocca dire purtroppo.

E’ stata l’estate degli incendi in Siberia e Brasile, sul cui fuoco ha soffiato l’indifferenza dei governi, quando non l’interesse implicito dei governanti. Incendi disastrosi che non sono che il segnale inesorabile di un tempo che passa senza che l’umanità prenda reale coscienza delle conseguenze disastrose del cambiamento climatico. Un cambiamento che tocchiamo con mano anche nella nostra città, dove gli eventi atmosferici estremi cominciano a fare purtroppo danni. A ben guardare il nostro futuro destano quasi simpatia gli allarmi verso l’invasione che non c’è. Nel mese di agosto 2019, sono sbarcati in Europa circa 6.560 migranti, di cui 3.258 in Grecia, 1.643 in Spagna, 1.006 in Italia, circa 705 a Malta. Eppure l’agenda politica in Italia pare (pareva) essere inesorabilmente travolta dal ciclone identitario e sovranista che ha inquinato i pozzi. Invece continuiamo a non avere notizie di Giulia Romano, e nel mentre nessuna novità è arrivata per avere Verità e Giustizia per Giulio Regeni.

Purtroppo la democrazia non è così scontata. In Italia come nel mondo. Ne sanno qualcosa nelle Filippine di Duterte, o ad Hong Kong da 15 settimane i cittadini lottano per non perdere le proprie libertà dietro le ombre della giustizia cinese. Addirittura la più antica democrazia del mondo, di fronte alla Brexit, ha fatto apparire la nostra improvvisamente una Democrazia matura. Ma questo grazie agli anticorpi istituzionali che ci hanno regalato i nostri padri costituenti. La democrazia e la politica quindi non può e non deve fare i conti con l’oggi, con l’ultima elezione o peggio l’ultimo sondaggio. Perchè solo grazie alle conquiste di ieri, che ci permettono oggi di cantare bella ciao, potremo garantire un futuro democratico, ai nostri figli.

2. La rivoluzione del Mojito

E’ evidente che nessuno, sino a metà agosto, si sarebbe aspettato quello che è successo al Governo del nostro paese. Quello che lascia più spiazzati è la velocità dei cicli politici attuali. Una velocità che oltre alla confusione, diceva qualcuno un tempo, porta opportunità. A qualcosa deve quindi servire non avere più un Ministro della Paura al Governo: possiamo fermarci un secondo, tirare il fiato, respirare profondamente e ripartire con ancora più convinzione rispetto a prima quando vedevamo l’ombra nera calarci dall’alto. Oggi quell’ombra si è dissolta forse per poco, sicuramente non del tutto, ma proprio per questo dobbiamo essere pronti a coglierne le opportunità. Oggi chi governa questa città non ha più una sponda automatica del Governo, pronto alle peggio marchette pur di sostenere un’amministrazione che ha ben poco su cui basare la propria azione amministrativa. 

3. Riprendere in mano l’agenda politica

Nel nulla politico e amministrativo continueranno gli insulti, le panchine rimosse, i video, ora rigorosamente in HD e editati a spese dell’amministrazione, i meme e le foto epiche della “giunta che fa cose”. Ecco, fermiamoci qui.

Noi non dobbiamo rimanere succubi dell’agenda degli altri. Dobbiamo riprendere in mano l’agenda politica di questa città, che non significa solo porci il problema di come la vogliamo per i nostri figli, significa andare a conoscere le persone, comprenderne i problemi dell’oggi e fare proposte per risolverli. Significa infilarsi nelle contraddizioni e sfidare l’ipocrisia di chi amministra a suon di ordinanze contingibili e urgenti, come hanno saputo fare coloro che hanno risolto con l’umanità la vicenda di Elizabeth in Piazzetta Verdi. Grazie alla Camera del Lavoro e a tutti coloro che hanno lavorato perchè un problema divenisse una soluzione del problema sociale e non di un fantomatico problema di ordine pubblico, ma grazie anche a coloro che hanno rivendicato l’universalità di Bella Ciao come simbolo della nostra democrazia, come chi si è per primo opposto alla rimozione delle panchine o chi fotografa ogni giorno lo scempio di una Ztl sempre più offesa dal traffico privato.

4. Ricostruire la comunità

E’ necessario ricostruire una visione a lungo termine che sia patrimonio comune e al tempo stesso ricostruire la comunità che ad essa fa riferimento. Significa riallacciare i legami, comprendere le diversità del territorio, valorizzare i pensieri e 

Per questo vogliamo ripartire da dove ci siamo lasciati. Riprendendo alcune delle proposte programmatiche e di elaborazione, tramutandole in azione politica.

Dobbiamo continuare ad elaborare, discutere e proporre. 

Per questo oltre all’esecutivo provvisorio la proposta che facciamo è quella di ripartire dai gruppi di lavoro, che siano quelli che si sono costituiti prima delle elezioni o quegli stessi rivisitati secondo le emergenze che riteniamo vadano affrontate per prime, ad esempio quella ecologica e climatica.

Per questo inizieremo a lavorare per una Scuola di Politica, che sappia dare orizzonte culturale e scientifico alla nostra politica. Questo inverno lo vogliamo dedicare a vedere cosa succede intorno a noi

Dicevamo che dobbiamo ricostruire i legami: i legami con i territori ed i cittadini che li vivono ma anche i rapporti con le varie espressioni progressiste della città. Andare oltre gli steccati è stato il nostro obiettivo sin dalla nascita del progetto, ancor prima che divenisse la Città che Vogliamo.

Crediamo che la creazione, dal basso, dei Forum Sociali di Quartiere sia un tema da porre all’attenzione di tutti i soggetti e le comunità con le quali vogliamo ripartire insieme. Una primavera della partecipazione che permetta a tutti di portare in un luogo comune i problemi, per trovare insieme le soluzioni. Ripartendo dalle basi, con umiltà, con l’intento di condividere finalmente un’idea de la Città che Vogliamo per noi e i nostri figli. Mantenendo le specificità, ma unendo le forze e le idee.

5. La sfida delle Regionali

Si profilano mesi impegnativi e un appuntamento elettorale prossimo (con ogni probabilità il voto avverrà tra fine gennaio e febbraio) certo non meno rilevante delle recenti amministrative. Evidentemente le sorti della Regione interessano noi tutti e non intendiamo sottovalutare il rischio concreto che anche a livello emiliano-romagnolo si affermi la destra peggiore degli ultimi decenni. Per questa ragione vogliamo dedicare i prossimi mesi ad una riflessione approfondita e aperta a tutti i cittadini su programmi e ipotesi di coalizione. Non vi nascondiamo che il fermento è elevato e diffusa è la volontà di costruire un fronte democratico, civico, aperto anche ai cinque stelle, che sfoci in una proposta elettorale convincente e capace di opporsi all’avanzata dei partiti populisti dell’odio. Vi assicuriamo che come sempre la nostra discussione avverrà pubblicamente, ogni eventuale decisione sarà condivisa e insisterà principalmente sui contenuti. Ad oggi ciò che sappiamo è che il candidato dell’arco del centrosinistra sarà il governatore uscente, il quale ha già raccolto il sostegno di Articolo Uno, Sinistra Italiana e diverse reti civiche territoriali analoghe alla nostra. Per tale ragione abbiamo già ricevuto alcune sollecitazioni. Ricordiamo che la legge elettorale non prevede ballottaggi e apparentamenti successivi, dunque gli schieramenti dell’unico turno decidono le sorti del vincitore maggioritario. Non ci sfugge dunque di essere tutti detentori di una responsabilità decisiva. L’eventuale creazione su scala regionale di una lista civica ampia dovrà compiersi a nostro avviso evitando gli errori politicisti del passato che hanno disgustato la maggior parte dell’elettorato di sinistra, progressista e democratico. 

6. Ripartiamo da noi

E’ per ripartire da noi che oggi facciamo una proposta di esecutivo provvisorio, che traghetti la Città che Vogliamo e Coalizione Civica verso un assetto più strutturato nel corso dell’anno prossimo. Ne abbiamo bisogno per esigenze organizzative, politiche e di rappresentanza. In queste settimane abbiamo avviato una serie di consultazioni, che ci hanno permesso di fare oggi una proposta aperta di persone che hanno accettato di prendersi l’impegno di lavorare per il futuro di questa città.

Per questo proponiamo di nominare un esecutivo provvisorio composto da Adam Atik, Federico Battistini, Irene Bregola, Leonardo Fiorentini, Nicole Gallerani, Marco Gozzelino, Arianna Poli, Ingrid Prosser e Martina Turola.

A loro chiediamo di ricominciare da subito a lavorare per ricostituire i gruppi di lavoro, organizzare una iniziativa di festa e riflessione entro metà di ottobre, predisporre l’avvio di una scuola di politica e ricostruire le relazioni con gli altri soggetti che, come noi, hanno una idea di città aperta, inclusiva, felice, coraggiosa e gentile.

Relazione approvata dall’Assemblea congiunta di Coalizione Civica per Ferrara e la Città che Vogliamo.

Ferrara, 16 settembre 2019

L’Assemblea di Coalizione Civica decide di sostenere Modonesi

Assemblea

In vista del ballottaggio per eleggere il Sindaco del Comune di Ferrara, la lista Coalizione Civica Ferrara ha convocato due assemblee pubbliche aperte a tutti, martedì 28 e mercoledì 29 maggio presso il Consorzio Grisù, per analizzare assieme i risultati della tornata elettorale del 26 maggio che ha visto la lista – presentatasi quest’anno per la prima volta – ottenere 1901 preferenze, pari al 2,66% dei voti.

I partecipanti alle Assemblee, oltre un centinaio di persone, hanno condiviso grande preoccupazione per l’avanzata della destra leghista ed hanno al contempo considerato positivamente il risultato di Coalizione Civica, lista che ha dato la possibilità agli elettori – come evidenziato anche dall’elevato rapporto voti-preferenze (82%) – di scegliere candidati conosciuti e stimati per il loro impegno in vari ambiti e che hanno incarnato a pieno le proposte del programma elettorale.

Per Coalizione Civica queste elezioni non sono il fine, ma l’inizio di un percorso di ricostruzione dal basso di una proposta progressista per la città. Le Assemblee hanno valutato che il miglior modo per portare avanti i punti del programma costruito assieme ai cittadini, fosse sostenere la candidatura a sindaco di Aldo Modonesi al ballottaggio del 9 giugno una volta condivise alcune priorità programmatiche.
Il sostegno di Coalizione Civica è stato ufficializzato oggi 30 maggio in una conferenza stampa congiunta con le altre liste del Terzo Polo, Più Europa e Azione Civica, che al primo turno hanno sostenuto la candidatura di Roberta Fusari.

L’apparentamento è avvenuto dopo che Modonesi ha riconosciuto ed accolto le priorità date da Coalizione Civica e dal Terzo Polo alla salute e al benessere dei cittadini in stretto legame con la tutela e sostenibilità ambientale, alla riduzione delle emissioni e all’adattamento ai cambiamenti climatici, puntando alla progressiva riduzione dell’uso dell’inceneritore e ad uno sviluppo economico legato alla green economy ed all’economia circolare, con la candidatura di Ferrara come Capitale Verde d’Europa. Su proposta di Coalizione Civica e delle altre forze politiche a sostegno di Roberta Fusari, viene riportata al centro del dibattito elettorale l’ascolto dei cittadini e la loro partecipazione alle decisioni comuni che si può tradurre in nuovi e concreti strumenti operativi e gestionali come le consulte territoriali, il bilancio partecipativo e il rafforzamento di quelle esistenti come l’Urban Center, che possa potenziare il suo ruolo di luogo di progettazione reale dello sviluppo della città e del territorio.

Inoltre Modonesi si è assunto l’impegno, se eletto, di ridefinire il rapporto tra l’Amministrazione e le aziende che erogano servizi pubblici nell’ottica di un miglior servizio al cittadino, come chiesto da Coalizione Civica. Così come è stata condivisa la necessità di un’assoluta trasparenza delle nomine nelle aziende a partecipazione comunale, anche con audizioni pubbliche dei designati ai ruoli.
Infine ha riconosciuto l’opportunità di avviare un confronto sull’acqua pubblica, in vista del rinnovo del contratto di servizio previsto a fine mandato (2024).

Sulla base dell’assunzione dell’impegno a realizzare questi fondamentali punti del programma, la lista Coalizione Civica invita tutti coloro che l’hanno scelta al primo turno, a votare al ballottaggio Aldo Modonesi, per dare una vera possibilità di realizzazione alle azioni individuate in modo partecipato per il futuro di Ferrara.

FAQ – Domande Frequenti

Perchè Coalizione Civica appoggia la Fusari?
Coalizione Civica per Ferrara nasce dal percorso partecipato dei cittadini di vari gruppi civici, in particolare La Città che Vogliamo, che dopo essersi al ungo riuniti in assemblee pubbliche e gruppi di approfondimento tematico sulle proposte della città, hanno fortemente voluto raccogliere la sfida elettorale di queste amministrative. Roberta Fusari ha partecipato sin dall’inizio a questo processo e le proposte da lei avanzate sono risultate in assoluta sintonia con l’esito del percorso. Coalizione Civica si propone alla città con un suo programma, i cui contenuti provengono in larghissima parte da quel lavoro. Nel programma del Sindaco sono state accolte tutte le priorità indicate dalla nostra lista.

Quali sono i punti in Comune tra Coalizione Civica, Azione Civica e +Europa Ferrara?
La partecipazione come metodo universale di costruzione delle scelte amministrative e del consenso su di esse, con la ridefinizione di nuovi luoghi decentrati per coinvolgere i cittadini. La visione di lungo periodo, che immagina una Città (frazioni incluse) indirizzata verso un futuro verde, incentrato sull’innovazione, capace di dare prospettive alle nuove generazioni e tutelare le precedenti. La cultura ed il patrimonio paesaggistico visti come fulcro del progresso della città. Su questo vogliamo insieme investire in progettualità, stimolando la creatività culturale, volta non solo alla fruizione, ma anche alla costruzione di una rete diffusa di produzione, che possa confrontarsi con il panorama nazionale e internazionale, così da attrarre investimenti e turismo.

Cos’è il Terzo Polo e quali sono i tratti distintivi?
Coalizione Civica per Ferrara, Azione Civica e +Europa Ferrara hanno deciso di convergere a sostegno di Roberta Fusari Sindaca per costruire un Polo alternativo, che fa dell’innovazione e della discontinuità nei modi di fare politica la sua caratteristica. Visione a lungo termine e proposte efficaci e realizzabili nel breve, per anticipare le emergenze e creare un futuro sicuro per la città, le frazioni e tutti gli abitanti.

Votare Coalizione Civica rischia di favorire la destra al primo turno?
No. Al primo turno un voto a una qualsiasi delle liste che si contrappongono alla destra, in particolare Coalizione Civica per Ferrara, è un voto utile ad arginarne l’affermazione. Invece l’astensione, o l’annullamento della scheda di fatto favoriscono la vittoria della destra.

Come faccio a votare Coalizione Civica?
Il modo più semplice per votare Coalizione Civica è fare una croce sul simbolo di Coalizione Civica per Ferrara: in questo modo il voto viene attribuito anche a Roberta Fusari Sindaca. Si possono anche aggiungere negli spazi a fianco i cognomi di due candidati della stessa lista votata (una donna ed un uomo) a cui dare la preferenza. Se la lista raggiungerà sufficienti voti per eleggere, risulteranno eletti i candidati con più preferenze. In caso di parità di preferenze viene eletto il candidato in posizione superiore nell’elenco della lista. E’ una leggenda metropolitana che i voti espressi senza preferenza siano attribuiti automaticamente al capolista, vanno semplicemente alla lista.

Come posso fare il voto disgiunto?
Alle elezioni comunali puoi esprimere un voto disgiunto fra Candidato Sindaco e Lista. Se vuoi votare Coalizione Civica puoi segnare una croce sul simbolo della lista e scrivere il cognome dei candidati (uomo e donna) a cui vuoi assegnare la preferenza, e contemporaneamente apporre una croce su un candidato sindaco non associato alla lista. Non puoi fare voti disgiunti a favore di più liste o assegnare una preferenza ad un candidato che non è nella lista.