“Un’altra difesa è possibile”: Coalizione Civica per Ferrara invita a firmare la proposta di legge popolare sulla difesa civile

difesa civile nonviolenta

“Un’altra difesa è possibile”: Coalizione Civica per Ferrara invita a firmare la proposta di legge popolare sulla difesa civile

Coalizione Civica per Ferrara aderisce alla campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile” e invita cittadine e cittadini a sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare che punta a istituire una Difesa civile, non armata e nonviolenta.

La proposta mira a creare un Dipartimento nazionale dedicato alla difesa civile, rafforzare il Servizio civile universale, i Corpi civili di pace e il coordinamento con la Protezione civile, promuovere la ricerca sulla pace e sul disarmo e consentire ai contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a queste finalità.

«Negli ultimi anni – dichiara Arianna Poli, consigliera comunale e co-portavoce di Coalizione Civica per Ferrara – il dibattito pubblico sembra aver ridotto la sicurezza a una questione di ordine pubblico o di riarmo. Noi crediamo invece che la sicurezza significhi anche città più resilienti, servizi pubblici più forti, prevenzione dei conflitti, tutela dei diritti e capacità delle istituzioni di affrontare le crisi senza alimentare nuove tensioni. Questa proposta traduce in strumenti concreti i principi di pace e solidarietà che la nostra Costituzione pone tra i fondamenti della Repubblica.»

Per Coalizione Civica la costruzione della pace non rappresenta una posizione ideale astratta, ma una politica pubblica da sostenere attraverso investimenti, istituzioni e partecipazione democratica.

«In un territorio come il nostro – aggiunge Tommaso Lanzioni, co-portavoce di Coalizione Civica per Ferrara – conosciamo bene il valore della Protezione civile, del volontariato, del Servizio civile e dell’impegno civico. La proposta valorizza proprio queste esperienze, riconoscendo che la sicurezza delle comunità si costruisce anche attraverso la prevenzione, la cooperazione e la capacità di affrontare insieme le emergenze. Per questo invitiamo tutte e tutti a firmare.»

La raccolta firme è aperta sul portale del Ministero della Giustizia e può essere sottoscritta online tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica.

Coalizione Civica per Ferrara invita cittadine e cittadini a contribuire affinché la proposta possa raggiungere le 50.000 firme necessarie per essere discussa dal Parlamento.

Giustizia minorile: punire non basta, serve prevenire

adolescenti
Ogni volta che un fatto di cronaca coinvolge una persona minorenne viene usato dalla destra per giustificare la propria svolta autoritaria. La risposta è sempre la stessa: irrigidire le norme, anticipare la punizione, trasformare un problema educativo e sociale in una questione di ordine pubblico.
È la logica che ha già ispirato il decreto Caivano e che oggi torna con il nuovo disegno di legge sulla giustizia minorile. Un provvedimento che modifica profondamente un modello costruito negli ultimi decenni, fondato sull’idea che un adolescente non sia un adulto in miniatura e che la risposta dello Stato debba tenere insieme responsabilità, educazione e possibilità di cambiamento.
Le critiche espresse da magistrati, avvocati e associazioni che ogni giorno operano nella giustizia minorile meritano di essere ascoltate. Il rischio è spostare definitivamente l’equilibrio dalla funzione educativa a quella esclusivamente repressiva, senza affrontare le cause profonde del disagio giovanile.
La sicurezza non si costruisce facendo entrare prima ragazze e ragazzi nel circuito penale. Si costruisce investendo nella scuola, nei servizi sociali, nella salute mentale, negli educatori, nei luoghi di aggregazione, nello sport e nella cultura. Si costruisce intercettando il disagio prima che diventi reato e garantendo a chi ha sbagliato un percorso di responsabilizzazione e reinserimento, invece della detenzione.
Anche a Ferrara vediamo crescere fragilità educative, povertà relazionali e disuguaglianze. Davanti a tutto questo servono politiche pubbliche capaci di prevenire, non soltanto di punire.
La giustizia minorile italiana è stata a lungo un modello internazionale proprio perché capace di costruire percorsi alternativi alla detenzione, responsabilizzando senza rinunciare alla funzione educativa. Trasformare le giovani generazioni in un problema di ordine pubblico serve solo a inseguire il consenso, nascondendo l’incapacità del Governo di affrontare davvero le cause del disagio.
Punire prima non significa proteggere meglio. Significa rinunciare a capire le ragioni del disagio e perdere l’occasione di trasformarlo in un percorso di responsabilità e cambiamento.
Tommaso Lanzoni, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara 
Arianna Poli, consigliera comunale, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara

Verità e Giustizia per Fakir

fakir

Ancora una volta.

Ancora una persona morta durante un intervento di polizia.

Questa volta al Pilastro, a Bologna.

Le immagini che abbiamo visto sono sconvolgenti e impongono una domanda che il nostro Paese continua a rimandare: come è possibile che si continui a morire così?

A 25 anni dal G8 di Genova. A oltre vent’anni dall’uccisione di Federico Aldrovandi. A 12 anni dalla morte di Riccardo Magherini. Non possiamo continuare a raccontarci che ogni volta si tratti di un caso isolato.

Ogni morte che avviene mentre una persona è sotto il controllo dello Stato riguarda tutte e tutti noi. Perché il monopolio della forza richiede il massimo grado di responsabilità, trasparenza e controllo.

Finché una persona potrà morire durante un fermo di polizia senza che questo provochi un’assunzione piena di responsabilità istituzionale, il problema non sarà mai soltanto di pochi agenti. Sarà un problema dello Stato. Per questo chiediamo verità e giustizia per Abderrahim Fakir.

Ferrara, la crisi climatica e la sicurezza degli alberi

alberi
Ferrara, 13 luglio 2026 – Il crollo del grosso ramo avvenuto nei giorni scorsi nei giardini di viale Orlando Furioso, a pochi passi da tre bambini, uno dei quali è rimasto lievemente ferito, non può essere archiviato come una semplice fatalità.
Fortunatamente le conseguenze sono state limitate, ma quanto accaduto impone una riflessione sullo stato del patrimonio arboreo cittadino. A questo si aggiungono le segnalazioni di cittadine e cittadini relative al presunto crollo di un’altra alberatura, pochi giorni prima, in un altro parco della città: episodi che meritano chiarimenti.
Ci rivolgiamo quindi all’Amministrazione comunale e a Ferrara Tua, cui è affidata la manutenzione del verde pubblico: oltre ai programmati interventi di potatura, vengono effettuati controlli periodici sullo stato di salute e sulla stabilità degli alberi, in particolare nei parchi e nelle aree gioco frequentate da bambine e bambini?
La domanda è ancora più urgente alla luce della crisi climatica. Uno studio dell’Istituto federale svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) evidenzia come l’aumento delle temperature e dello stress idrico stia mettendo a dura prova gli alberi, rendendoli più vulnerabili agli eventi estremi. Anche Ferrara è sempre più spesso interessata da piogge torrenziali, forti raffiche di vento e lunghi periodi di siccità: in questo contesto non bastano manutenzione ordinaria e potature. Servono monitoraggi costanti, verifiche fitosanitarie e controlli sulla stabilità delle alberature, soprattutto nelle aree più frequentate.
Chiediamo che il Comune renda note le verifiche svolte sull’albero interessato dal cedimento, chiarisca con quale frequenza vengono effettuati i controlli sul patrimonio arboreo e rafforzi le attività di prevenzione. Oggi ci pare ancor più necessario estendere progressivamente, se già non è stato fatto, le indagini VTA (Visual Tree Assessment) utilizzate per gli alberi monumentali, dando priorità alle alberature nei parchi pubblici.
Prendersi cura del verde urbano significa prendersi cura delle persone. La sicurezza dei parchi e dei giardini deve diventare una priorità.
Arianna Poli, consigliera comunale, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara
Tommaso Lanzoni, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara

Case popolari, Fiorentini: «L’inazione è del Comune. Coletti smetta di cercare alibi e applichi la Costituzione»

comune di ferrara

Case popolari, Fiorentini: «L’inazione è del Comune. Coletti smetta di cercare alibi e applichi la Costituzione»

Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale di Ferrara (Civica Anselmo)

Leggo con sorpresa le dichiarazioni dell’assessora Cristina Coletti, che continua ad attribuire alla Regione ritardi e incertezze sulla disciplina dell’edilizia residenziale pubblica. La realtà è molto diversa: oggi l’unica vera inerzia è quella del Comune di Ferrara, che continua a rinviare un adeguamento reso necessario dalla giurisprudenza costituzionale.

La sentenza n. 1 del 2026 della Corte costituzionale ha affermato un principio chiarissimo: nell’accesso alle case popolari il bisogno abitativo deve prevalere sui criteri di radicamento territoriale. La Consulta ha escluso che esista una ragionevole correlazione tra gli anni di residenza e il bisogno di una casa, salvo il diverso tema dell’anzianità di permanenza in graduatoria.

Non siamo quindi di fronte a una questione politica o ideologica, ma a un preciso indirizzo costituzionale che tutte le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di rispettare nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme. Le norme regionali non obbligano in alcun modo i Comuni ad applicare punteggi per la residenzialità storica. Ergo non vi è alcun motivo per continuare a perder tempo. L’interpretazione costituzionalmente orientata non è una facoltà: è un obbligo per ogni amministrazione pubblica, a meno che il Sindaco non abbia deciso di disattendere il giuramento fatto a inizio mandato.

Continuare a cercare espedienti per rinviare questo adeguamento, questo sì, alimenta l’incertezza. Ed è proprio l’atteggiamento del Comune ad aumentare il rischio di contenziosi. Lo avevamo chiesto prima con una interpellanza dei gruppi Civica Anselmo e la Comune di Ferrara e poi con una risoluzione che chiedeva semplicemente di adeguare il regolamento comunale ai principi affermati dalla Corte costituzionale, bocciata dalla maggioranza. Lo abbiamo ribadito quando il Comune è stato costretto a pagare decine di migliaia di euro di debiti fuori bilancio per difendere in giudizio previsioni del regolamento ERP poi risultate palesemente incompatibili con i principi costituzionali. L’esperienza dimostra quindi che i ricorsi non nascono dall’applicazione della Costituzione, ma dalla sua ostinata elusione.

È singolare che chi oggi parla di tutela dei cittadini continui a difendere un criterio di “residenzialità storica”. C’è un solo motivo, che è del tutto ideologico e propagandistico, ovvero quello di continuare a mettere le persone con bisogno abitativo le une contro le altre, continuando a insistere con lo slogan “la casa agli italiani”, mentre si continua a far nulla per rendere disponibili più case popolari. La casa popolare non è un premio alla permanenza sul territorio: è uno strumento di tutela di un diritto sociale fondamentale, che andrebbe garantito a tutte e tutti, e non sventolato a fini elettoralistici.

Se davvero l’obiettivo è assegnare rapidamente gli alloggi disponibili e dare risposte alle persone in difficoltà, il Comune ha già tutti gli strumenti per farlo, modificando il regolamento in applicazione dei principi costituzionali e collaborando con la Regione invece di alimentare uno scontro politico permanente.

L’assessora Coletti smetta di trasformare la Costituzione in un ostacolo burocratico. La vera responsabilità istituzionale consiste nell’applicarla, non nel cercare ogni volta un motivo per rinviarne gli effetti.

Leonardo Fiorentini
consigliere comunale, Civica Anselmo

Ferrara. Figure come Balbo devono essere studiate dagli storici, non celebrate dai nostalgici

Il Cancelliere nazista tedesco Adolf Hitler (L) riceve il Governatore italiano della Libia Italo Balbo (C) al Berghof vicino a Berchtesgaden il 13 agosto 1938 (AFP)

Apprendiamo con indignazione – ma non certo con sorpresa – dal comunicato ufficiale del Comune di Ferrara che il Festival delle Città Identitarie intende dedicare spazio a Italo Balbo, presentato come “uno dei più grandi aviatori della storia mondiale”, “uomo carismatico, visionario e di grande temperamento”, appena “molto discusso per la sua adesione al Fascismo”.

È una formula inaccettabile. Non siamo davanti a una semplice omissione storiografica, ma a una vera e propria operazione culturale di alterazione politica della memoria. Italo Balbo non fu un fascista per caso, né un aviatore “discusso” per una generica adesione al regime. Fu uno degli ideatori dello squadrismo, uno degli uomini che costruirono la dittatura attraverso la violenza organizzata, l’intimidazione, le spedizioni punitive, l’aggressione alle organizzazioni operaie, socialiste, democratiche e popolari. Le stesse celebrazioni all’estero di Balbo – in particolare a Chicago – sono state oggetto di contestazioni sin dalla fine dell’ultima guerra, come dimostrano gli studi storici dedicati alla questione.

Che questa rimozione avvenga proprio a Ferrara rende tutto ancora più grave. Questa città vide tra le prime e più feroci violenze delle squadracce fasciste guidate da Balbo. Qui lo squadrismo non fu un dettaglio di contesto, ma una ferita storica profonda: assalti, pestaggi, distruzione delle sedi del movimento dei lavoratori, paura usata come metodo politico. Raccontare Balbo tacendo questo significa falsificare la storia della città.

Avevamo contestato in Consiglio comunale l’impegno di 60.000 euro (di cui 30.000 dal Ministero di Giuli) per questo evento ma non immaginavamo potesse arrivare a diventare il palcoscenico di una riabilitazione culturale di Italo Balbo.

Ferrara non si deve presta alla rimozione della violenza fascista. Figure come Italo Balbo devono essere studiate dagli storici, non celebrate dai nostalgici.

Arianna Poli, consigliera comunale, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara
Tommaso Lanzoni, Co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara
Leonardo Fiorentini, consigliere comunale

Foto: Il Cancelliere nazista tedesco Adolf Hitler (L) riceve il Governatore italiano della Libia Italo Balbo (C) al Berghof vicino a Berchtesgaden il 13 agosto 1938 (AFP)

DDL Valditara, la scuola non può avere paura di educare

arianna poli

L’approvazione del DDL Valditara sul consenso informato per i percorsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole rappresenta una scelta che merita una riflessione profonda, perché riguarda il ruolo stesso dell’istruzione pubblica nella nostra società.

La scuola non è soltanto il luogo in cui si trasmettono nozioni. È il luogo in cui si costruisce cittadinanza, si sviluppa il pensiero critico e si offrono strumenti per comprendere il mondo e vivere relazioni sane e rispettose. Per questo motivo trovo preoccupante che temi come l’affettività, il consenso, il rispetto reciproco e la prevenzione della violenza vengano trattati come argomenti tabù, subordinati a procedure che rischiano di limitarne l’accesso.

L’educazione sessuo-affettiva non è propaganda né indottrinamento. È educazione. Significa parlare di consenso, di emozioni, di rispetto dei confini propri e altrui, di come riconoscere le relazioni tossiche e i comportamenti violenti. Significa fornire alle ragazze e ai ragazzi strumenti concreti per affrontare la complessità della vita e delle relazioni.

I dati e le esperienze internazionali mostrano come percorsi strutturati di educazione affettiva contribuiscano a prevenire la violenza di genere, a ridurre i comportamenti a rischio, a migliorare la consapevolezza sul consenso e a contrastare stereotipi che ancora oggi alimentano discriminazioni e sopraffazioni.

C’è poi un aspetto che raramente entra nel dibattito pubblico. Non tutte le giovani e i giovani crescono in contesti familiari sereni, informati o capaci di affrontare questi temi. Per alcune persone la scuola rappresenta l’unico spazio in cui poter trovare informazioni corrette, ascolto e strumenti per comprendere situazioni di disagio, controllo o abuso. Limitare questi percorsi significa rischiare di lasciare indietro proprio chi avrebbe maggiore bisogno di essere raggiunto.

In un Paese che continua a interrogarsi sulle cause profonde della violenza di genere e sulle difficoltà educative delle nuove generazioni, sarebbe necessario investire di più nella formazione, nel dialogo e nella prevenzione. Non meno.

La scuola deve certamente collaborare con le famiglie, ma non può rinunciare alla propria funzione educativa. Quando si insinua il sospetto che parlare di rispetto, consenso e affettività sia pericoloso, il rischio è quello di trasformare la conoscenza in un terreno di diffidenza e di paura.

Credo invece che la scuola debba continuare a essere uno spazio di libertà, inclusione e crescita. Un luogo in cui si impari non soltanto a studiare, ma anche a riconoscere la propria dignità e quella degli altri. Educare al rispetto non è un problema: è una responsabilità collettiva.

Arianna Poli*

*Consigliera comunale, co-portavoce Coalizione Civica per Ferrara

Contro ogni intimidazione, per la dignità delle istituzioni democratiche

comune di ferrara

Riteniamo gravissimo che, nel pieno di una discussione politica e istituzionale su fatti rispetto ai quali la città attende ancora chiarezza e risposte, si sia scelto di ricorrere a un gesto che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e con il merito delle questioni sollevate. Coinvolgere, con modalità sconcertanti, vicende personali e familiari, peraltro già appartenenti al passato giudiziario e umano di un familiare, significa oltrepassare un limite che non dovrebbe mai essere valicato nelle istituzioni.

La politica deve confrontarsi sulle responsabilità pubbliche, sulle decisioni amministrative e sulla trasparenza dovuta ai cittadini, che erano al centro della mozione presentata, insieme alla richiesta di pubbliche scuse alla città per il cattivo esempio, in particolare verso i più giovani. Scuse mai arrivate. Al contrario, si è scelto di tentare di colpire una persona attraverso i propri affetti e le fragilità familiari, producendo un clima incompatibile con il rispetto reciproco e con la dignità delle istituzioni democratiche.

Esprimiamo inoltre vicinanza umana al figlio di Fabio Anselmo, al quale deve essere riconosciuto il diritto all’oblio, al rispetto della propria privacy e alla possibilità di costruire serenamente il proprio percorso di vita senza essere trascinato strumentalmente nello scontro politico.

Se con questo gesto intimidatorio il Sindaco ha inteso anche stabilire un paragone tra quanto accaduto e i fatti remoti riguardanti il figlio di Fabio Anselmo, allora va constatato con profondo allarme che manca completamente il senso delle istituzioni, del ruolo pubblico ricoperto e dei doveri che ne derivano. Chi riveste incarichi istituzionali ha il dovere di rispondere delle proprie responsabilità davanti alla città, non di utilizzare vicende personali e familiari altrui come strumento di delegittimazione.

Coalizione Civica per Ferrara continuerà a difendere con fermezza il diritto delle opposizioni a esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo e di critica politica, senza intimidazioni, delegittimazioni personali o tentativi di distogliere l’attenzione dalle questioni che riguardano l’interesse pubblico della città.

Coalizione Civica per Ferrara

Colazione civica! Domenica 30 novembre un caffè con Coalizione Civica per Ferrara.

Coalizione Civica per Ferrara organizza domenica 30 novembre alle ore 10:30, presso la Sala Macchine di Spazio Grisù (Via Mario Poledrelli 21), la sua prima Assemblea Aperta dopo la Festa di settembre. Un momento di confronto e discussione ad un orario insolito e segnato dalla convivialità. A partire dalle 10:30 sarà offerta una colazione aperta a tutte e tutti, pensata per accogliere chi vorrà partecipare e favorire un clima di incontro informale. L’appuntamento è rivolto non solo agli iscritti e alle iscritte, ma anche a cittadine e cittadini che desiderano contribuire al confronto sul futuro della città.

L’incontro, facilitato dai due co-portavoce Arianna Poli e Tommaso Lanzoni rappresenta un momento di discussione collettiva sui temi che oggi interessano Ferrara e sulle sfide politiche e sociali che attendono la comunità locale. L’obiettivo è costruire spazi di partecipazione reale, inclusiva e condivisa, in cui idee, proposte e bisogni possano trovare ascolto e traduzione politica. Sarà anche possibile approfondire l’attività nelle Istituzioni, grazie alla presenza della stessa consigliera comunale Poli e di Leonardo Fiorentini.

Durante la mattinata sarà inoltre possibile tesserarsi a Coalizione Civica Ferrara per il biennio 2025–2026, sostenendo così in modo diretto il progetto civico, partecipando e contribuendo alla sua attività sul territorio.

FUTURA! – La prima festa di Coalizione Civica Ferrara

futura

COMUNICATO STAMPA
FUTURA! – La prima festa di Coalizione Civica Ferrara
Sabato 20 settembre 2025 – Spazio Grisù, ore 17.00 – 24.00

Coalizione Civica Ferrara annuncia FUTURA!, la sua prima grande festa di tesseramento, in programma sabato 20 settembre 2025 presso Spazio Grisù (via Poledrelli 21, Ferrara), dalle 17.00 alle 24.00.

Dopo un percorso di confronto interno e di rinnovamento del gruppo nel luglio 2025, Coalizione Civica sceglie di tornare in città con un momento pubblico che unisce approfondimento politico, cultura e convivialità. FUTURA! vuole essere un’occasione per aprire le porte della coalizione a nuove energie e idee, consolidando una rete di cittadine e cittadini pronti a immaginare e costruire una Ferrara più giusta, inclusiva e sostenibile.

Inclusione, politica dal basso e visione sul futuro sono le tre direttrici che ispirano questa giornata: un pomeriggio e una serata pensati per discutere di città, diritti e democrazia, ma anche per conoscersi e condividere un momento di festa.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

  • Ore 17.00 – Apertura festa
    Accoglienza e avvio delle attività.

  • Ore 17.30 – Presentazione di Coalizione Civica Ferrara
    Un momento per raccontare il percorso di rinnovamento, le battaglie in corso e la visione collettiva per il futuro.

  • Ore 17.45 – Intervento di Grisù451 a cura di Paolo Panzacchi

  • Ore 18.00 – Incontro con Emily Clancy e Silvia Salis
    Dialogo sulla politica cittadina e sulle sfide delle amministrazioni locali con Emily Clancy, vicesindaca di Bologna, e Silvia Salis, sindaca di Genova. Modera Stefania Andreotti de La Nuova Ferrara.

  • Ore 19.15 – Intervento di ADI Ferrara a cura di Giulia Rossi
    Approfondimento sulle condizioni di chi fa ricerca in Italia, con l’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia.

  • Ore 19.30 – Presentazione del libro “Tutto il mondo è cosa mia. Rossana Rossanda”
    L’autrice Giorgia Antonelli dialoga con Arianna Poli (Coalizione Civica Ferrara) sulla figura di Rossana Rossanda e sulla sua eredità politica e culturale.

  • Ore 20.30 – Intervento di Vogliamo Tutt’Altro Ferrara – Assemblea Lavorat_ Spettacolo a cura di Chiara Tarabotti
    Testimonianze e riflessioni sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo.

  • Dalle ore 20.30 – DJ set e festa
    Musica e chiacchiere insieme per chiudere la giornata, fino alle 24.00.

Per tutta la durata dell’evento saranno attivi:

  • lo Swap Party dal mondo, organizzato da Cittadini del Mondo e Coalizione Civica Ferrara, un’occasione di scambio e riuso creativo di abiti e oggetti;

  • i banchetti informativi di Mediterranea Ferrara, Arci Ferrara, ADI Ferrara, Cittadini del Mondo, Grisù451, Forum Droghe e la Società della Ragione per conoscerne attività, progetti e campagne.

Con FUTURA!, Coalizione Civica Ferrara riafferma il proprio impegno a essere uno spazio politico aperto, inclusivo e capace di costruire proposte dal basso. La festa sarà anche l’occasione per aderire ufficialmente al progetto, sottoscrivere la tessera e incontrare le persone che lo animano.